Leggende illustrate delle Azzorre – Faial e Pico

In questa seconda parte racconto le leggende delle altre due isole delle Azzorre che ho visitato. Se vuoi quelle che ho raccontato sull’isola di Sao Miguel le puoi trovare qui.

Faial

Faial è una delle 5 isole del gruppo centrale, è chiamata l’isola azzurra per la quantità di ortensie che crescono spontanee. Al centro dell’isola si trova un enorme cratere, uno dei paesaggi più spettacolari che abbia mai visto. La leggenda che ho trovato racconta una storia buffa ambientata sulle coste nel villaggio di Cedros.

Corona reale di Cedros – Faial

Durante la metà del XVI l’isola di Faial era presa costantemente d’assalto dai corsari barbareschi. Un giorno una nave pirata fu vista all’orizzonte e la gente del posto ebbe tempo di prepararsi alla battaglia. Con tale preavviso riuscirono a dare filo da torcere ai pirati, che dovettero ritirarsi in fretta e furia. Quando il re degli assalitori tornò sulla nave, si accorse che aveva perso durante la battaglia la sua preziosissima corona d’argento e pietre preziose.

Così, diversi uomini dell’equipaggio, travestiti da marinai, tornarono sull’isola per cercarla. Le loro domande insistenti cominciarono a insospettire gli abitanti e ai pirati non restò che tornare a mani vuote davanti al loro re che decise di ripartire. Ma che fine aveva fatto la corona? Si dice che un’astuta donna di Cedros, paesino nel nord dell’isola, l’avesse trovata e, intuito la vera identità dei marinai, l’avesse tenuta nascosta sotto il suo gonnellone, indossata come una giarrettiera. Dopo la rinuncia della ricerca da parte dei pirati, la donna cercò di sfilarsi la corona dalla gamba ma non ci riuscì. Non restò che prendere un seghetto e tagliare il prezioso copricapo. Oggi una corona con una saldatura da un lato è conservata come una reliquia presso il museo Etnografico di Cedros, mentre una copia è stata fatta per essere portata durante le processioni religiose.

Pico

Pico e il suo cucuzzolo, il “Piquinho”, il punto più alto del vulcano

Lisola di Pico, l’ultima che ho visitato, si trova a soli 6 chilometri da Faial. Il vulcano che emerge dall’oceano è anche montagna più alta del Portogallo (2351 m) e ha dato segni di attività recente, con fumarole nel 2009.

Calheta de Nesquim – Pico

A sud-est dell’isola si trova una piccola caletta chiamata Calheta de Nesquim. Il toponimo deriva dalla leggenda di un naufragio che si pensa sia avvenuto nel XVI secolo. Durante una notte di tempesta, un veliero carico di legno proveniente dal Brasile affondò vicino alla costa. Soltanto tre uomini si salvarono perché, nell’oscurità più completa e in balia delle onde, seguirono il suono dell’abbaiare di un cane che li condusse fino alla caletta dove trovarono la salvezza.

Il cane dal potentissimo latrato si chiamava Nesquim. Il ricordo del cane salvatore è rimasto così impresso che un vicino promontorio venne chiamato Morricão (da Morro=collina e cão=cane) e, ancora oggi, un cane è al centro dello stemma del villaggio. Proprio mentre facevamo un piccolo trekking tra le scogliere, un cane ha iniziato a scortarci. Era evidente che conoscesse quel percorso e sembrava proprio volerci fare strada. Dopo essersi assicurato che fossimo arrivati sani e salvi alla macchina, se n’è andato. Forse un discendente di Nesquim?

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