Costumi folkloristici: l’Arlechin della Baìo

Questo mese ho deciso di unirmi all’iniziativa “Portfolio Club” lanciata sui social da un gruppo di illustratrici. Come funziona? Ogni mese una di loro suggerisce un tema per creare un’illustrazione con l’obiettivo di creare un lavoro personale da aggiungere al portfolio senza la pressione di lavorare in fretta (potete cercare l’hashtag #PortfolioClub su Instagram per avere più notizie).

L’argomento di questo mese è “Costumi folkloristici”.

Ho quindi deciso di disegnare i costumi di un personaggio tradizionale di una valle piemontese vicina a dove vivo: la Val Varaita, dove si svolge la Baìo.

L’utlima Baìo del 2017, mentre cerco di disegnare i colorati costumi

Questa manifestazione molto antica si ripete attualmente ogni cinque anni nei paesini montani Sampeyre, Calchesio, Rore e Villar ed è una rievocazione storica della festa seguita alla cacciata dei saraceni avvenuta presumibilmente 1000 anni fa. Tutti gli abitanti sono coinvolti: gli uomini interpretano i vari personaggi, sia maschili che femminili, mentre le donne si occupano della preparazione e manutenzione dei vari costumi.
La festa si svolge in diverse occasioni tra il 6 di gennaio, quando i giovani del paese chiedono al personaggio dell’Abbà di fare “baìo”, e il giovedì grasso, quando si tiene il processo al tesoriere che tenta di fuggire con un sacco di monete. Ogni giorno di festa prevede un corteo e si ballano le danze tradizionali.

I protagonisti della sfilata sono i vari personaggi: le alte cariche come gli Abbà, i Tenent, i Tezurìe, i combattenti come i soldati e i cavalieri. Gli zappatori, armati di vere accette, hanno il compito di tagliare i tronchi che sbarrano la strada, simbolo delle barricate lasciate dai saraceni a intralciare il cammino. Altri personaggi rappresentano la popolazione festante: suonatori, sposi, signori austeri, civettuole signorine e una coppia di anziani sgangherati. Questi sono solo alcuni dei personaggi del corteo, sono davvero tantissimi!
I costumi sono realizzati con dei nastri di seta colorati, pregiati e fragili. Molti di quelli usati ancora oggi risalgono alla fine del 1800.

I “bindel”, i nastri usati per creare i costumi

Tutti i personaggi occupano un ordine preciso nella sfilata, tranne i cantinìe e l’arlechin.
Il cantinìe ha il compito di portare le bottiglie di vino per dare sollievo alle gole riarse, mentre l’arlechin è l’anarchico della festa, il mio personaggio preferito.

L’arlechin con il suo tipico cappello


Il suo costume è meno codificato rispetto agli altri e può variare secondo la creatività di chi lo impersona. È vestito di cenci colorati, spesso indossa una gonna e il caratteristico cappello a tesa larga con dei gusci di chiocciola appesi ma, nonostante il suo aspetto buffo, ha il compito importante di mantenere l’ordine. Durante la sfilata l’arlechin balza avanti con un oggetto repellente, un tempo una biscia o un topo morto, oggi un pezzo di pelliccia o una trappola per topi, sventolandolo di fronte alla faccia di degli spettatori che si accalcano troppo rischiando di intralciare il corteo. È un personaggio grottesco protagonista di un paradosso: portare l’ordine creando scompiglio.

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